Il ciclo pasquale di Romagnese

Il ciclo pasquale di Romagnese

Nell’area montana delle Quattro Province, sono ancora molte le località che conservano rituali legati alla fine dell’inverno e all’arrivo della primavera. A Romagnese e nelle sue frazioni, in alta Val Tidone, nei giorni di Pasqua si svolge tutta una serie di attività in parte connesse alla liturgia cristiana, in parte derivanti forse da credenze di origine pagana, che conservano tuttora un buon livello di partecipazione popolare. L’aspetto più interessante di queste tradizioni è che, prese una per una, si rinvengono anche nelle valli limitrofe, ma solo a Romagnese è ancora possibile assistere ad un ciclo di festeggiamenti che si sviluppa così variamente su più giorni.

Il Giovedì Santo si tiene una prima processione, al seguito di una figura incappucciata che regge una grande croce di legno. Si tratta di un volontario, che sceglie di impersonare Gesù in via anonima quale forma di penitenza. La sera del Venerdì Santo, in concomitanza con la processione al termine della messa, nei pressi delle varie frazioni che circondano il capoluogo vengono accesi dei grandi falò. I fuochi, che sembrano richiamare rituali comuni a tutta l’area europea di influenza celtica, ardono illuminando la vallata, e in passato era piuttosto comune che si sviluppasse una vivace rivalità tra i vari gruppi, ognuno dei quali cercava di far sì che il proprio falò bruciasse più a lungo degli altri.

Il Sabato, gruppi di cantori e musicanti visitano i vari centri abitati del circondario intonando una sorta di canto di questua, chiamato “la Galina Griza”, per poi confluire verso la piazza di Romagnese dove ha luogo la festa vera e propria.

Girando tra le case, i cantori vengono omaggiati dalle varie famiglie con uova e bicchieri di vino, secondo un’usanza che si riscontra anche in altre vallate appenniniche: le uova raccolte durante la questua verranno cucinate in una grande frittata.
La Domenica di Pasqua è all’insegna delle consuete celebrazioni religiose.
Fotografie di:

Daniele Marioli
Valerio Maruffi 
Giacomo Turco

 

 

La grande nevicata di Marzo 2018 in Oltrepò

Marzo ha esordito con spettacolari nevicate che hanno imbiancato tutto il nostro Appennino e anche la pianura creando non pochi problemi in città come Voghera, Pavia e comuni più piccoli della provincia pavese.
In molti aspettavamo questa neve per tanti motivi, uno su tutti per ripristinare le riserve idriche e in secondo luogo per godere della magia del paesaggio che cambia.
Noi fotografi siamo ancora più sensibili alle previsioni meteo e questa volta siamo stati abbondantemente accontentati!
Purtroppo le strade non erano in condizioni di sicurezza per poter uscire serenamente a scattare fotografie, ma siamo riusciti comunque a trovare molta magia muovendoci su terreni sicuri e conosciuti!

Daniele Marioli e Valerio Maruffi

Cerchiamo la vera anima del paesaggio

Alla vigilia di Natale 2017 sulle pagine de “La Provincia Pavese”, il nostro quotidiano locale, è stata pubblicata una breve intervista a noi (Daniele e Valerio).
Abbiamo provato a spiegare brevemente cosa significa per noi fotografare in Oltrepò e quale sia il nostro intento.
In un momento in cui like e cuoricini sono la vera essenza dei social a discapito di qualità, passione e racconto, ci sentiamo un po’ pesci fuor d’acqua ad ostinarci a raccontare storie e territorio facendo attenzione all’immagine.
Quello che potete leggerle in quelle righe è anche un consiglio: Non abbiate paura di camminare un po’ di più tra colline e monti, cercate la bellezza nascosta.
Il nostro Oltrepò è pieno di scorci belli e non banali. Sono li che vi aspettano!

Il link all’articolo scritto da Filiberto Maida che ringraziamo per lo spazio:
http://laprovinciapavese.gelocal.it/tempo-libero/2017/12/24/news/cerchiamo-la-vera-anima-del-paesaggio-1.16279515?ref=search

Vicino alle proprie radici

Fotografare l’Oltrepò dedicandosi solo al paesaggio significherebbe fare un torto alla gente che è l’anima del territorio ed è proprio grazie alla fotografia che ho avuto modo di conoscere e ascoltare storie belle, storie contadine, storie vive.
Nascere nel 2016 significa nascere lontano da quel mondo, lontano da quella vita e per come la penso, essere lontano dalle proprie radici non del tutto positivo.
Per questo motivo appena mi è possibile voglio fare incontrare generazioni così lontane nel tempo, ma che hanno così tanto da scambiarsi e raccontarsi.

Valerio Maruffi

Fotografare l’inverno

Ogni anno, condizioni meteo permettendo, si rinnova la magia dell’inverno. Quelle sottili sfumature, quelle ombre delicate, cieli chiari e freddi, sembrano la cornice ideale per immortalare il meglio di questa stagione.
Eppure non è così scontato fotografare la neve, personalmente la trovo un soggetto difficile.
Sono vari i fattori che ne complicano la buona riuscita, primo fra tutti la notevole escursione luminosa tra ombra e luce che può ingannare i sensori meno performanti (per esempio quello del nostro smartphone)
Se poi ci si mette anche una bella inversione termica il gioco è fatto.
Tuttavia nonostante la difficoltà tecnica lo trovo stimolante, finalmente posso godere di un paesaggio meraviglioso (inutile dilungarsi sul fatto che sia bello, tutti conosciamo la magia della neve)
E’ rigenerante poter godere di una limpida mattina dopo una bella nevicata, brume, nebbie, luci che si fondono,alberi che sembrano fuoriusciti dall’estro di un artista talentuoso, dipinti su nuovi pendii, acquistano nuove forme e nuove dimensioni.
Cambiano anche i paesi, pupazzi sulle cime innevate, vedette come falchi appollaiati.
Adoro l’inverno.

Daniele Marioli

Monte Penice

La montagna dell’Oltrepò è senza dubbio il Monte Penice, non altissimo ma sicuramente tra le vette più alte dell’Appennino Pavese.
Raggiungere la sua vetta è veramente semplicissimo perchè una comoda strada arriva pochi metri da dove sorge il santuario ed è proprio la vetta una delle mete più frequentate dai fotografi perchè la vista da lassù è davvero incredibile.
Verso nord l’unico limite alla vista è l’intera catena alpina mentre alle spalle c’è la splendida Val Trebbia.
Tuttavia il Penice sa regalare scenari fotografi interessanti anche senza guardare troppo lontano.
Il consiglio è quello di prendersi un po’ di tempo dopo aver goduto del paesaggio e di vagare tra i campi e la pineta per respirare l’essenza di una piccola grande montagna, l’anello di giunzione tra Oltrepò e Appennino Selvaggio

Valerio Maruffi

 

Humanità delle Terre Alte: Paesaggio culturale tra Memoria e Futuro

Nella giornata di Sabato 13 Maggio 2017 abbiamo partecipato come relatori alla giornata di studio “Humanità delle Terre Alte: Paesaggio culturale tra Memoria e Futuro” Paesaggio culturale fra memoria e futuro, promossa dell’associazione Rete del Ritorno.

Nel nostro intervento abbiamo proiettato una selezione di fotografie raccolte, naturalmente, tra Oltrepò Pavese e Appennino senza lasciare mancare tra le molte fotografie di paesaggio i volti delle persone che hanno creato e modellato il nostro territorio.
È stata per noi un’esperienza positiva, sia per esserci confrontati con persone di cultura che hanno apprezzato il nostro lavoro sia per lo scambio di opinioni in merito alla fotografia paesaggistica e alla sua apparente facilità di esecuzione.
L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Pavia, della Regione Lombardia e del Comune di Varzi ed è stata ospitata nelle incantevoli sale del Castello Malaspina. Qua Il Servizio di Voghera Sei Tu sul Convegno

Zenevredo, piccolo grande paese.

Zenevredo, appare per la prima volta in un atto di donazione al Vescovo di Pavia nel 976, intorno al 1100 viene citato un Castello o Castellaro, di importanza per la storia di questo paese fu la presenza delle monache di S.Maria di Teodota che possederono beni e giurisdizioni fino alla fine del feudalesimo nel 1797.

Oggi è un solare villaggio dedito all’agricoltura e alla viticoltura, che nei sui colli ben esposti e nel terreno ricco e fertile, si esprimono forti vitigni che regalano ottimi  vini e spumanti. 

Paesaggi innevati

Gli inverni in Oltrepò Pavese possono essere molto variabili dal punto di vista climatico, questa terra a metà strada tra pianura e mare, spesso subisce influenze meteorologiche alterne e assai mutevoli di anno in anno. Certo è, che resta una delle stagioni più affascinati, specialmente in caso di una bella nevicata.

Per favore non scaricare le nostre fotografie. Contattaci!