Cerchiamo la vera anima del paesaggio

Alla vigilia di Natale 2017 sulle pagine de “La Provincia Pavese”, il nostro quotidiano locale, è stata pubblicata una breve intervista a noi (Daniele e Valerio).
Abbiamo provato a spiegare brevemente cosa significa per noi fotografare in Oltrepò e quale sia il nostro intento.
In un momento in cui like e cuoricini sono la vera essenza dei social a discapito di qualità, passione e racconto, ci sentiamo un po’ pesci fuor d’acqua ad ostinarci a raccontare storie e territorio facendo attenzione all’immagine.
Quello che potete leggerle in quelle righe è anche un consiglio: Non abbiate paura di camminare un po’ di più tra colline e monti, cercate la bellezza nascosta.
Il nostro Oltrepò è pieno di scorci belli e non banali. Sono li che vi aspettano!

Il link all’articolo scritto da Filiberto Maida che ringraziamo per lo spazio:
http://laprovinciapavese.gelocal.it/tempo-libero/2017/12/24/news/cerchiamo-la-vera-anima-del-paesaggio-1.16279515?ref=search

Vicino alle proprie radici

Fotografare l’Oltrepò dedicandosi solo al paesaggio significherebbe fare un torto alla gente che è l’anima del territorio ed è proprio grazie alla fotografia che ho avuto modo di conoscere e ascoltare storie belle, storie contadine, storie vive.
Nascere nel 2016 significa nascere lontano da quel mondo, lontano da quella vita e per come la penso, essere lontano dalle proprie radici non del tutto positivo.
Per questo motivo appena mi è possibile voglio fare incontrare generazioni così lontane nel tempo, ma che hanno così tanto da scambiarsi e raccontarsi.

Valerio Maruffi

Monte Penice

La montagna dell’Oltrepò è senza dubbio il Monte Penice, non altissimo ma sicuramente tra le vette più alte dell’Appennino Pavese.
Raggiungere la sua vetta è veramente semplicissimo perchè una comoda strada arriva pochi metri da dove sorge il santuario ed è proprio la vetta una delle mete più frequentate dai fotografi perchè la vista da lassù è davvero incredibile.
Verso nord l’unico limite alla vista è l’intera catena alpina mentre alle spalle c’è la splendida Val Trebbia.
Tuttavia il Penice sa regalare scenari fotografi interessanti anche senza guardare troppo lontano.
Il consiglio è quello di prendersi un po’ di tempo dopo aver goduto del paesaggio e di vagare tra i campi e la pineta per respirare l’essenza di una piccola grande montagna, l’anello di giunzione tra Oltrepò e Appennino Selvaggio

Valerio Maruffi

 

Humanità delle Terre Alte: Paesaggio culturale tra Memoria e Futuro

Nella giornata di Sabato 13 Maggio 2017 abbiamo partecipato come relatori alla giornata di studio “Humanità delle Terre Alte: Paesaggio culturale tra Memoria e Futuro” Paesaggio culturale fra memoria e futuro, promossa dell’associazione Rete del Ritorno.

Nel nostro intervento abbiamo proiettato una selezione di fotografie raccolte, naturalmente, tra Oltrepò Pavese e Appennino senza lasciare mancare tra le molte fotografie di paesaggio i volti delle persone che hanno creato e modellato il nostro territorio.
È stata per noi un’esperienza positiva, sia per esserci confrontati con persone di cultura che hanno apprezzato il nostro lavoro sia per lo scambio di opinioni in merito alla fotografia paesaggistica e alla sua apparente facilità di esecuzione.
L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Pavia, della Regione Lombardia e del Comune di Varzi ed è stata ospitata nelle incantevoli sale del Castello Malaspina. Qua Il Servizio di Voghera Sei Tu sul Convegno

Le genti dell’Appennino

Se c’è una caratteristica comune per tutte le genti dell’Appennino è sicuramente il segno che ha lasciato il lavoro sulla pelle e sui volti.
Vivere da queste parti ha sempre significato lottare e resistere contro la natura. Non una natura ostile, cattiva e indomabile, ma

Le grandi nevicate in Appennino

Il territorio pavese sa diventare anche selvaggio, soprattutto nella parte più a sud dove i rilievi iniziano prendere le sembianze della montagna. Da queste parti l’Oltrepò tocca la mano all’Appennino delle quattro province, un territorio con un clima a volte complesso che in inverno regala abbondanti nevicate.

E si sa, un paesaggio innevato non può che interessare ad un fotografo 🙂
Chi abita da queste parti, in alta val Tidone, spesso possiede un’auto 4×4, indispensabile per spostarsi in inverno e indispensabile per queste uscite fotografiche un po avventurose!
Partito da Romagnese ho percorso la provinciale 412 in direzione del Monte Penice, in realtà mai raggiunto a causa della troppa neve, ma arrivato sul crocevia di Casa Piazza mi sono ritrovato in un mondo a se. A tratti così silenzioso da far percepire il rumore del proprio respiro, a tratti assordante per il vento che modella la neve intorno agli ostacoli, fa inchinare le punte dei pini e congelare le mani.
Sai di essere a due passi dai borghi abitati, a pochi chilometri dal primo bar accogliente ma senti di essere davvero in un ambiente desolato e vuoi godertelo tutto prima di tornare a valle.

Valerio

Alto Oltrepò

Da quando sono diventato papà, a Marzo del 2016, non ho dedicato molto del mio tempo alla fotografia di paesaggio ma ho concentrato tutti i miei scatti sui ricordi di famiglia.
Ma in un freddissimo pomeriggio di dicembre sono riuscito ad organizzare un’uscita fotografica con Daniele:
Ritrovo al passo del Penice per valutare le condizioni meteo.

I piatti tipici: La Polenta

Pulëinta e lat ingràsan il cülat.
Proverbio del vicino piacentino: Polenta e latte fanno ingrassare le natiche (in quanto nutrienti)
Un piatto che ha saziato e nutrito generazioni di contadini, che quando potevano permetterselo la condivano con qualche contorno saporito. Sicuramente tra i piatti tradizionali tipici più diffusi nelle nostre valli.
Non abbiamo perso l’occasione di fare due fotografie durante la preparazione di un bel pranzo in famiglia! 🙂

Per favore non scaricare le nostre fotografie. Contattaci!

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