Il ciclo pasquale di Romagnese

Il ciclo pasquale di Romagnese

Nell’area montana delle Quattro Province, sono ancora molte le località che conservano rituali legati alla fine dell’inverno e all’arrivo della primavera. A Romagnese e nelle sue frazioni, in alta Val Tidone, nei giorni di Pasqua si svolge tutta una serie di attività in parte connesse alla liturgia cristiana, in parte derivanti forse da credenze di origine pagana, che conservano tuttora un buon livello di partecipazione popolare. L’aspetto più interessante di queste tradizioni è che, prese una per una, si rinvengono anche nelle valli limitrofe, ma solo a Romagnese è ancora possibile assistere ad un ciclo di festeggiamenti che si sviluppa così variamente su più giorni.

Il Giovedì Santo si tiene una prima processione, al seguito di una figura incappucciata che regge una grande croce di legno. Si tratta di un volontario, che sceglie di impersonare Gesù in via anonima quale forma di penitenza. La sera del Venerdì Santo, in concomitanza con la processione al termine della messa, nei pressi delle varie frazioni che circondano il capoluogo vengono accesi dei grandi falò. I fuochi, che sembrano richiamare rituali comuni a tutta l’area europea di influenza celtica, ardono illuminando la vallata, e in passato era piuttosto comune che si sviluppasse una vivace rivalità tra i vari gruppi, ognuno dei quali cercava di far sì che il proprio falò bruciasse più a lungo degli altri.

Il Sabato, gruppi di cantori e musicanti visitano i vari centri abitati del circondario intonando una sorta di canto di questua, chiamato “la Galina Griza”, per poi confluire verso la piazza di Romagnese dove ha luogo la festa vera e propria.

Girando tra le case, i cantori vengono omaggiati dalle varie famiglie con uova e bicchieri di vino, secondo un’usanza che si riscontra anche in altre vallate appenniniche: le uova raccolte durante la questua verranno cucinate in una grande frittata.
La Domenica di Pasqua è all’insegna delle consuete celebrazioni religiose.
Fotografie di:

Daniele Marioli
Valerio Maruffi 
Giacomo Turco

 

 

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